Dejame ser así

La Orquesta de Enríque Rodríguez (1901-1971) noto bandoneonista, compositore e direttore d’orchestra, tanguero di stile tradizionale e ritmico, era conosciuta negli anni ’30 come “La Orquesta de Todos los Ritmos” (La orchestra di tutti i ritmi), perché riusciva ad interpretare con la stessa abilità e musicalità tangos, canzoni ungheresi, vals, fox-trots, milongas e pasodobles.

Rodriguez fu un fedele continuatore della tradizione musicale tanguera ritmica e tradizionale inaugurata da Juan D’Arienzo e da Edgardo Donato, nella cui orchestra tra l’altro fece le sue prime esperienze.

Da una parte era snobbato dalle avanguardie mentre dall’altra era lodato dai ballerini che trovavano nei suoi ritmi semplici e sicuri un ottimo alleato per fare colpo sulla pista da ballo.

Ascoltiamo questo bellissimo tango leggendo anche le parole che si adattano alla perfezione alla musica giocosa e spensierata, che invita a ballare fin dalle prime note. La magia di un brano che riempie la pista nelle milonghe è data da un arrangiamento semplice, suoni cristallini e armoniosi, ritmo coinvolgente, buon gusto e anche da una bella voce, in questo caso quella di Roberto Chato Flores. E poi forse questo brano piace così tanto anche perché esiste sempre qualcuno a cui ci piacerebbe cantare: “Lasciami essere così !!!”

Dejame ser asíOrquesta Enríque Rodríguez – canta Roberto Chato Flores

 

Dejame ser así

Tango 1938

Letra de Francisco Gorrindo

Música de Enríque Rodríguez

 

Dejáme que te quiera a mi manera,

dejáme seguir siendo como soy,

que no se pone en moldes el cariño,

ni se le pone riendas al corazón

 

Yo soy como los cardos del potrero,

curtido por los vientos y del sol,

pero también capaces de dar flores,

dejáme seguir siendo como soy

 

Si soy triste es por algo,

y si canto un dolor,

no será por capricho,

ni será por rencor.

 

Hay en mí algo raro,

que no alcancé a explicar,

pero por favor no me reproches,

que son cosas de ayer.

Lascia che ti ami alla mia maniera,

lascia che continui ad essere come sono,

che non si mette negli stampi l’amore,

né si possono mettere redini al cuore.

 

Io sono come i cardi dei campi,

conciato dai venti e dal sol,

però anche capace di fiorire,

lascia che continui ad essere come sono.

 

Se sono triste è per qualcosa,

e se canto un dolore,

non sarà per capriccio,

né sarà per rancor.

 

C’è in me qualcosa di strano,

che non son riuscito a spiegare,

però per favore non rimproverarmi,

che sono cose di ieri.

 

 

 

Abbiamo già gustato musica e poesia, ci manca il ballo per completare il tango:

 

  • Ottima interpretazione del brano di due grandi ballerine: di Ariadna Naveira y Greta Hekeir    

 

  • Paula Villaroel y Adrián Luppi

 

 

  • Fernando Sánchez y Ariadna Naveira

 

Escuela de Tango, Scuola di tango Brescia

 

 

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