Noelia Hurtado y Carlitos Espinoza

Noelia Hurtado e Carlitos Espinoza sono due indiscussi protagonisti del tango degli ultimi tempi. Lui è il perfetto rappresentante della categoria “bravi ragazzi”: sorriso apparentemente timido, viso pulito e un po’ paffutello, gesti quasi innocenti nel vorticare trasgressivo del tango; lei è il felino aggressivo, sensuale, potente, la tigre che potrebbe con una sola zampata far suo l’ingenuo fanciullo. La compresenza, in questa coppia, di “diavolo e acqua santa” è una piccola componente dell’alchimia, il gioco senz’altro involontario che attira la simpatia di tutto il pubblico. L’essenza dell’enorme  successo però è da cercare altrove. Contrattempi, sincopi, rimbalzi di piedi che suddividono in modo mai visto il tempo, esasperandolo in un intrico di movimenti geometrici che sbalordisce, che stordisce. Il risultato garantito è che alla fine del brano lo spettatore si rende immancabilmente conto di non aver mai alzato lo sguardo al di sopra delle ginocchia dei due ballerini (qualche uomo più audace sa che questa forse è una piccola bugia). Siamo sicuri nel dire che Noelia e Carlitos, nel loro modo solare e quasi irriverente di ballare, hanno aggiunto un nuovo tassello all’enorme mosaico che si chiama Tango.

Ma entriamo subito nel vivo guardandoci un loro video. Da notare al minuto 0:47 il suono dei passi di Noelia sul parquet, una ritmica che cerca davvero di scavare la terra.

Comparsa criollaRicardo Tanturi y su Orquesta Tipica “Los indios”- 1941

 

images3Noelia e Carlitos sono una coppia artistica di recente formazione. Di lei si è iniziato a parlare nel 2006, l’anno in cui ha vinto con il suo precedente partner Pablo Rodriguez il campionato metropolitano della città di Buenos Aires. I campioni hanno continuato a ballare fino al 2011 e sembravano destinati a scalare la classifica mondiale dei grandi ballerini (per chi fosse interessato, cliccando QUI potrà leggere il post che qualche anno fa abbiamo dedicato a loro). Poi qualcosa è successo e la coppia si è sciolta. Noelia ha cercato per un po’ il suo compagno di ballo ideale, passando da Gaston Torelli a Pablo Inza, arrivando poi, per la gioia di tutti, alla stabile e fortunata formazione attuale.

Carlitos, considerato nell’ambiente tanguero un ragazzo simpaticissimo e tutt’altro che timido, è stato con la sua precedente partner Mamie Sancy il vessillo del tango milonguero, o come meglio dicono a Buenos Aires, del tango con abrazo cerrado. La particolarità del suo ballo infatti è che il petto non si stacca mai dalla ballerina, unito a lei con due punti di contatto, tant’è che il braccio destro a volte non viene usato per contenere, limitandosi alla marca della mano.

 

Ansiedad – Orquesta Juan D’Arienzo cantante Alberto Echague – 1938

 

untitled1Il grande successo di questi due ballerini  può essere apprezzato anche osservando i vari tentativi di copia da parte di noi comuni mortali nelle milonghe nostrane. In generale questo fenomeno di imitazione porta con sé tanti aspetti positivi e quindi non pare saggio criticarlo o evitarlo. A parere di chi scrive, non è solo effimera moda passeggera e indice di mancanza di personalità, ma è un apporto di nuova linfa, nuovi vocaboli a un linguaggio che sembra essere infinito.

Tornando ai nostri due fenomeni, la vera specialità di Noelia e Carlitos è senz’altro il vals. Ballando questo ritmo diventano come non mai due strumenti dell’orchestra, fondendosi alla musica e dando vita ai martelletti del pianoforte e ai tasti del bandoneon. Gli istanti dove i loro movimenti ritmici sono sfasati, lui battendo il tempo principale e lei tamburellando le varie suddivisioni possibili, sono davvero unici. Sembrano quasi quei meccanismi dove pesi e contrappesi si alimentano a vicenda, cercando il moto perpetuo (guardare il minuto 1:30 e soprattutto il minuto 1:56).

 

 

Miedo – Orquesta Juan D’Arienzo cantante Hector Mauré- 1941

 

E se il ritmo è il loro pane, figuriamoci cosa succede nella milonga.

 

La vida es una milonga – Orquesta Pedro Laurenz canta Martín Podestá 1941

 

Non si pensi però che questi due ragazzi ballino solo musiche forsennate. Ultimamente, con una scelta molto saggia, variano le loro esibizioni alternando pezzi indiavolati a brani dove sanno dimostrare di poter rallentare il tempo come vogliono, fino quasi a fermarlo.

 

Garras – Anibal Troilo y su Orquesta Tipica cantante Alberto Marino – 1945

 

Congediamoci da questi fantastici ballerini con un altro vals. Un bellissimo brano pieno di sospensioni, una autentica poesia cantata da un mito del tango.

 

Violetas – Castillo Alberto y su Orquesta Tipica (Conductor: Enrique Alessio) – 1948

 

 

Escuela de Tango, la Scuola di tango Brescia.

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