Condena

Scritto da Oreste Candela

Ottobre 18, 2016

condena

Quale può essere la condanna più severa per un uomo se non quella di amare in segreto la donna di un altro?

Il poeta Enrique Santos Discepolo ci racconta un’altra storia di un uomo che soffre, ci descrive il suo dolore e la paura che comporta non vedere più la donna amata.

Sia la musica che il testo vanno di pari passo, ci raccontano la tristezza e trasmettono la disperazione, il dramma di questo pover’uomo che non si rassegna alla triste realtà che, da questa donna, può solo avere amicizia.

La donna, per Discepolo, è uno dei temi più importanti delle sue opere. Diceva che la donna è una delle abitudini più belle che Dio ha dato all’uomo, alcuni uomini giustamente sono più abituati di altri ma è un’abitudine di tutti …”.

Enrique Santos Discepolo era convinto che la donna abbellisse la vita. Era convinto che onorando la donna, l’uomo venisse a sua volta onorato. “Il rispetto verso la donna amata, la madre, la sposa o la fidanzata, è sempre il rispetto che viene offerto anche a te”.

Condena

Tango 1937

Música: Francisco Pracánico

Letra: Enrique Santos Discepolo

Yo quisiera saberIo vorrei sapere
qué destino brutalche brutale destino
me condena al horrormi condanna all’orrore
de este infierno en que estoy…di questo inferno in cui mi trovo…
Castigao como un vil,Punito come un vile,
pa’ que sufra en mi errorperchè soffra nel mio errore
el fracaso de un ansia de amor.il fallimento di un’ansia d’amore.
Condenao al dolorCondannato al dolore
de saber pa’ mi maldi sapere
que vos nunca serás,che tu non sarai,
nunca… no para mi.mai… mai mia.
Que sos de otro… y que hablar,Sei di un altro…e dire che,
es no verte ya más,non vederti più,
es perderte pa’ siempre y morir.è perderti per sempre e morire.
He arrastrao llorandoPiangendo, ho trascinato
la esperanza de olvidar,la speranza di dimenticare,
enfangando mi almamacchiando la mia anima
en cien amores, sin piedad.in cento amori, senza pietà.
Sueño inútil. No he podidoSogno inutile. Non ho potuto
No, olvidar…dimenticare, no…
Hoy como ayerOggi come ieri
ciego y brutal me abrasocieco e brutale mi brucio
en ansias por vos.d’ansia per te.
Y lo peor, lo bestialE il peggio, la bestialità
de este drama sin findi questo dramma senza fine
es que vos ni sabésè che tu non sai nemmeno
de mi amor infernal…del mio grande amore…
Que me has dao tu amistadMi hai dato la tua amicizia
y él me brinda su fe,e lui mi dona la sua fiducia,
y ninguno sospecha mi mal…e nessuno sospetta il mio dolore…
¿Quién me hirió de este amorChi mi ha ferito con questo amore
que no puedo apagar?che non posso appagare?
¿Quién me empuja a matar la razónChi mi spinge a uccidere la ragione
como un vil?come un vile?
¿Son tus ojos quizás?Forse sono i tuoi occhi?
¿O es tu voz quien me ató?…O è la tua voce che mi ha stregato?…
¿O en tu andar se entremece mi amor?O nel tuo andare freme il mio amore?

Ecco la versione di Condena che va per la maggiore nelle milonghe.

Condena – Francisco Canaro e Roberto Maida 1937

E ora vediamoci ballata la stessa versione di Condena da Mamié Sancy e Felipe Zarzar

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