Maja Petrovic e Marko Miljevic

Scritto da Oreste Candela

Settembre 14, 2016

Ormai sappiamo bene tutti che il tango è un mondo in continuo movimento, con scosse di assestamento, piogge di meteore impazzite, continenti che spariscono mentre altri, bellissimi, affiorano dal nulla; tutto cambia, si evolve per poi, magicamente, ritornare alle origini.

Del terremoto Hurtado-Espinoza, del loro modo di ballare e l’influenza che ha avuto su molti abitanti delle milonghe abbiamo già parlato in un altro post a cui vi rimandiamo (clicca qui); ora gustiamoci i primi frutti di mamma Noelia e papà Carlitos.

Maja Petrovic e Marko Miljevic, vengono da Zagabria, Croazia, una terra dove il tango, per quelle alchimie difficili da spiegare, si balla bene e può contare eventi importanti e di alto livello. I nostri giovani protagonisti hanno iniziato a ballare nel 2002, quando Arce-Frumboli inventavano altrove il Tango Nuevo, si sono trasferiti in Germania nel 2010, gli anni in cui stava tornando l’abbraccio cerrado, e poi sono esplosi come coppia nel 2013, in piena era Hurtadiana/(E)Spinoziana (non stiamo ovviamente parlando di filosofia).

Ma cominciamo con ordine: facciamo un passo indietro e guardiamo i loro esordi.

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Il video più “vecchio” reperibile su You-Tube risale al 2011 ed è stato girato a Zagabria, ci piace pensare nella milonga che li ha visti muovere i primi passi. Per due ragazzi, magari ingenui e senza malizia, all’inizio di una carriera  e con tanti sogni di gloria, viene spontaneo chiedersi a chi si possano essere ispirati, quale coppia di ballerini abbiano avuto come idoli?

E’ bello vedere come il processo di imitazione/ispirazione contribuisca a formare pian piano un nuovo stile, prima molto somigliante al modello originale e poi, via via, sempre più diverso perché contagiato da altre influenze che si trovano sul cammino. Alla fine la nota legge della fisica “nulla si crea e nulla si distrugge” rimane sempre valida; noi magari potremmo aggiungere “… e tutto si trasforma“.

Nel 2011 Marko e Maja probabilmente avevano studiato a memoria i video di due personaggi molto in voga in quel periodo: Pablo Rodriguez e Noelia Hurtado (clicca qui), due ballerini, allora in coppia, che hanno poi avuto un movimento ondulatorio in direzioni completamente opposte. Osservando Marko e Maja ballare gli indizi della nostra supposizione sono tanti: il passo felpato di lui, le gambe che svolazzano di lei, la mano tenuta in alto, l’ondeggiamento cullante delle spalle.

Per farci un’idea, guardiamoci questo video “storico” degli allora esordienti  Petrovic & Miljevic

Cancion de rango – Rodolfo Biagi canta Carlos Acuña – 1943

Andiamo avanti ancora di un anno o due per fare una tappa intermedia prima di arrivare ai nostri giorni nostri

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Siamo nel 2013 a “Les Nuits Tanguera” di Méze (Francia). Ora l’ispirazione che anima i nostri due ragazzi si sbilancia vistosamente sulla sempiterna coppia Hurtado e Espinoza. L’abbraccio diventa cerrado per tutto il tango, i ghirigori dei piedi sono un tormentone e danno forme geometriche alla musica, la scelta del brano ricade spesso su D’Arienzo con i suoi galoppi interminabili.

Ríe Payaso – Juan D´Arienzo canta -Oscar Casares – 1940

Portiamo adesso la lancetta al presente, a soli tre mesi fa. E’ maggio e corre l’anno 2014. Il ballo di Marko e Maja è sempre molto ritmato ma le scelte interpretative sono più sagge: c’è più tranquillità, i rallentati suonano i violini, le pause preparano saggiamente delle discese a tutta birra… i nostri due ragazzi stanno mettendo anche l’esperienza oltre alla polvere da sparo.

Olvidame – Juan D´Arienzo Alberto Echagüe – 1939

Più andiamo avanti e più la personalità di Maja e Marko si fa più chiara e definita, si creano dei movimenti che sono solo loro, un linguaggio che tutti quelli che li vedono sanno riconoscere come particolare. Forse è l’inizio di un’altra piccola rivoluzione, forse qualche altra zolla del frastagliato mondo del tango si sta per muovere.

Sin Palabras – Osvaldo Pugliese canta Alberto Moran – 1947

Concludiamo questo post su Maja e Marko gustandoci una bella milonga.

Chissà come se la caveranno i nostri eroi con la ritmica forsennata di Pedro Laurenz?

Non ci vuole molta fantasia per rispondere: … hasta sacar viruta al piso.

La Vida es una Milonga – Pedro Laurenz canta Martin Podastá – 1941

E chi lo sa se fra un po’ di tempo il processo di imitazione inizierà il ciclo da capo, rinnovandosi? Sarebbe bello vedere nelle milonghe nostrane ballerine che si muovono alla Maja Indiavolata Petrovic accompagnate da cloni, magari biondi e con gli occhi azzurri, di Marko Millepassi Miljevic.

Come diceva Picasso, “Il mediocre imita, il genio copia“.

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